martedì, 21 aprile 2009

E rido, e me la Rido.


Finalmente. Dopo soli due giorni ho raggounto l'imperturbabilità nel pieno della perturbazione che sì è abbattuta su dime.


Ah, ah, me la rido perchè per la prima volta l'indigazione è solo indignazione non accompagnata da rabbia, nervosismo, abbattimento. NO è solo indignazione e consapevolezza.


Consapevolezza che è arrivato proprio quel momento, consapevolezza che di fronte a certe evidenti disparità non è possibile chiudere un occhio, anche se una pronuinciata gerarchia te lo imporrebbe.


Aspetto il momento, in cui sarà completamente libera di esprimere al meglio la mia indignazione. ringraziare per i Magnifici due anni e chiudere dietro di me quella porta.


Sorrido alle parole pronunciate stamattina" Ti ammiro , sei davvero brava ad essere così calma"


ah ah me la rido, per davvero !


 

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domenica, 19 aprile 2009

Spengo la luce  e me ne vado a Letto.



Si arrende di fronte alle pagine di un libro, difficile  condurre via sguardo e corpo da quelle parole. Ordinare alle sue gambe di flettersi e alzarsi : basterebbe un piccolo ma decisivo gesto, e il giorno inizierebbe  ad animarsi, ad assumere un volto, una fisionomia più o meno familiare.  


Il tempo inizierebbe  a scorrere per finire in un istante e di nuovo sotto le lenzuola calde, sotto lo sguardo di una nuova notte. Basterebbe così poco, per attivare quel meccanismo...No,decide di arrendersi, perchè quelle parole le rubano ogni volontà e la tengono legata al giorno , al divano, a miles davis  che gracchia sul giradischi:


 


 


 


"Una sera me ne stavo a sedere nel letto della mia stanza d'albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere  una decisione nei confronti dell'albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione.


 


Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto ".


 


Spegne la luce anche lei, oggi. Contro il giorno che preme alle finestre, contro la città che vive nei suoi ritmi, contro Milano che anestetizza i sentimenti. Non sempre, sicuramente oggi. Contro tutto.


 


Una protesta. Silente. Solo lei e John Fante, solo lei e un talento compreso tardi, ma mai così tardi da non poter essere apprezzato . 20 anni dopo in una milano che pensa sempre ad altro, che rompe sempre le continuità, che nasconde i talenti in mezzo ad un manipolo di finti artisti.


 


Lo legge, perché le viene in mente il suo viaggio.


 


Lo rilegge perchè le ricorda che è nata e cresciuta in un paese cattolico. In cui tutto è segnato dalle colpe, ogni azione è determinata dalla paura . Di un fulmine divino che può abbattersi sui colpevoli, dimenticando che le colpe sono un espediente per tenere lontani gli uomini dalla vita.


 


E si roitrova a scrivere. A scrivere di nulla.


 


Di lei. Di un talento. Di una storia . che può sconvolgerla, turbarla, rallegrarla. In una acittà che oggi pesa, sulle spalle e sul cuore.


 


E’ un problema. Oggi è un problema.


 


Ma lo risolve e spegnendo la luce e andandosene semplicemente a  letto.

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venerdì, 10 aprile 2009

60 Secondi di Silenzio.


 


Per fermare quel rumore di fondo, i suoni si fermano ma i pensieri si addensano ancor più velocemente. e rivivono  i 60 secondi di 5 anni fà.


Quando i flussi isterici di una città si sono parlaizzati di fronte ai miei occhi.


 


7 Luglio 2006 - Non una qualsiasi giornata di sole...Una giornata di sole londinese, che solo quella città può regalarti. Forse perchè quando impera  il grigio sulle teste della gente , un solo raggio di sole ha un effetto ancora più travolgente.


Un minuto di silenzio, per commemorare gli innocenti, un minuto di silenzio per riuscire a trovare un angolo di pace, di stasi dopo giorni di completo caos mentale.


I ricordi viaggiano attraverso i suoni ,  i rumori : il suono diabolico delle sirene, il rumore del caos, le voci allarmate dei cronisti, la voce tesa di mia madre al telefono, il rumore netto dei tacchi sull'asfalto: una città intera in una marcia silenziosa tra le  strade desolate  e i volti vuoti, spenti.  


 


In silenzio, in mezzo a loro, incapace di pormi domanda, incapace di darmi risposte.


 


Il silenzio ha un suono, così netto, così potente .


In silenzio allora, in silenzio oggi.


 


 


 


 


 

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martedì, 18 novembre 2008

L'allarme che non allarma.


















Questa sera ho sentito guaire una macchina, oltre la finestra,








un timbro e una intonazione identica al suono che avrebbe emesso la mi macchina dopo l'urto di un automobilista incapace, dopo un calcio irruento di un ragazzino ubriaco, o dopo un soffio di vento violento..














un istante di allerta  a cui è seguito un sorrso rassicurante: non può essere la mia macchina , stasera non avrebbe potuto gridare, non avrebbe avuto la voce per poterlo fare..stasera ho trascinato la mia stanchezza verso casa perdendomi lungo la strada quel gesto consueto e ormai meccanico.....non ho attivato l'allarme .








L'allarme, che può allertare  solo se è attivato,senza quel suono  la probabilità di un furto diventa più elevata,  ma almno  le cose piombano senza alcun preavviso, sbrannnn succede senza tempo di recupero e reazione.








sbrannn esci di casa e ritrovi quel vuoto tra due macchine, prova indiscutibile del misfatto.








sbrann non è sicuramente piacevole, ma almeno avviene, senza allarmismo. Un senso di colpa perchè lo avresti potuto evitare bilanciato dalla consolazione perchè  ciò che è avvenuto è irrerversbile. Da oggi usiamo i piedi.








vorrei  dimenticare di attivare  qualche allarme ... nel passato, nel presente e sopratutto nel futuro.
















Una volta amavo i cambiamenti, li ricercavo  e una votla trovati me ne impossessavo avidamente, una linfa vitale








Oggi di fronte ad ogn potenzaile novità, ecco scattare un'allarme,








allerta








allarmismo....








quello della cosienza, della maturità o di un primordiale istinto di conservazione?








....Vivere per conservarsi , quasi peggio di vivere per sopravvivere.








No perfavore, questo no. Voglia di disattivare gli allarmi che frenano, che rallentano, che ostacolano, innescati solo dalla paura di essere derubata del mio oggi. 








...................................................................................................








Responsabile di questo post trip senza senso  è quello stupido test online sulla scelta dei fiori di bach ( altra colossale cazzata a cui non ho mai voluto far ricorso) . Dopo un'ora di test, in cui si sono avvicendatele le  domande più idiote , il test mi ha consiglato di fare uso dei fiori di Mimlus vista la mi a incapacità nel prendere delle decisioni importanti. Sarà anche vero, ma da qui a farmi di fiori di Mimlus ......

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venerdì, 24 ottobre 2008
Vorrei infilarmi in ogni interstizio e angolo di mondo.




























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giovedì, 09 ottobre 2008

Baricco e la mia anima.







Ci sono poche cose e persone che riescono a farmi provare un brivido e una scossa lungo tutta  la mia gambra sinistra, quando le incontro, quando le ascolto o quando le leggo eccoche puntualemnte  arriva quel brivido




Baricco è uno di questi...ieri sulla mia poltroncina rossa, davanti al palco e alle parole di Novecento,  ho provato di nuovo il brivido di una mano che ti sfiora il cuore e ti solletica l'anima






A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce





È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.








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giovedì, 11 settembre 2008

POST CONFUSIONE


sono in uno stato post confusionale, la giornata è stata lunga, intensa e confusa e questo post non potrebbe essere diversamente : post confusione


Intanto c'è da dire una cosa, è pur vero che la rete ha annulato completamente o quasi il vecchio copyright, però una internettiana, cresciuta a pane e web come me non può non rispettare la netiquette, per cui:


Chiedo umilmente perdono a Vizzi per aver rubato la sua fantastica rana di latta senza citare la fonte, che altro non è che il suo meraviglioso blog, costellato di rane, prose e poesie. Io nelle rane vedo tante cose, non ho ancora ben chiaro la reale ragione per cui mi piacciano così tanto, ma la poesia che mette Vizzi nelle sue rane è più unica che rara, ma cosa ci vedi tu Vizzi nelle rane??? www.ildottoredeipazzi.ilcannocchiale.it - andate le potete trovare lì !


Mia madre stasera stava preparando la pizza, mi manca il mio stagno, e a volte ho così tanta voglia di tornare a gracidare con le mie rane, che...che stasera vorrei catapultarmi lì in un battibaleno.


Perchè poi ormai si è donne, c'è poco da fare , c'è poco da discutere....i bonifici, i conti in banca che a volte piangono e a volte ridono, il primo capello bianco che sogghigna dietro la tua nuca, il portiere che ti sgrida perchè non fai la differenziata, il dente del giudizio che non vede l'ora di uscire , le prime rughette che ti costringono a pensare ad una possibilità che fino ad oggi non avevi minimamente sfiorato; un bel pacchetto all inclusive di botox, tiraggio +trattamento antirughe e contorno occhi.


ahh sono donna......tutta questa voglia di crescere.


ma chi cazzo me lo ha fatto fare.


 


 


 


 


 

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mercoledì, 23 luglio 2008

Milano: due anni



Ttalmente la voglia che questo mese raggiunga il traguardo del 31, talmente tanti compleanni in questo ultimo mese, che l'anniversario del mio secondo anno milanese stava per passare completamente inosservato.



E invece no!



Il 24 Luglio saranno due anni, personalemente mi sembrano più due decenni ma a pensarci bene  sono solo 730 giorni.



Potrei fare un bliancio ma comincio ad odiare i bilanci, inizio a pensare  che non abbiano alcuna utilità, se non quella di cercare di fissare qualcosa  in continuo divenire 





Sono sempre io, con la ia determinazione e con le mie insicurezze, un pò più nascoste e celate ma sempre lì in agguato.



Le rane, gracidano nel loro stagno, a volte le sento, altre volte le ignoro, ma le vedo sempre e solo io.



Gli stronzi, quelli c'erano due anni fà e continuano ancora oggi a popolare il genere umano, prima erano ben mascherati, ora li sò fiutare a distanze inimmaginabili, d'altronde in due anni mi è diminuita la vista ma ho sviluppato un certo fiuto.



Per non parlare dell'udito, fino ma selezionatore, capace di captare le stronzate che bersagliano l'interazione umana. le captano, e le cestinano, censurandole prima con reiterato BLA,BLA,BLA.


I fornelli da oggetti di decoro si sono trasformati in strumenti di soppravivenza e ora anche di piacere ricreativo.



Il sorriso è semprequello, meno smagliante (solo a causa della puliazia dei denti che continuo a posticipare), i segni dell'età incombono, ma alla fine rimango sempre la regazzetta carina di sempre.



Ho sviluppato un pò di femminilità (?) anche se come dice Stefano, si ricorda che sono una donna solo quando cerco freneticamnete le chiavi di casa nella mia borsa stracolma, da ciò si desume che nella quasi totalità dei miei atteggimaneti sono rimasta l'uomo di sempre.



insofferrente e insoddisfatta come se sempre, ora riesco  a placare la mia irrequitezza cercando attivamente la mia tranquillità e serenità. Anni fà scleravo e basta.Chiudevo le porte e le riaprivo. Facevo crollare il castello e lo ricostruivo. E'qeusto è già un traguardo direi.



Decisamente meno stronza con gli uomini, mi sono lasciata piacevolmente imbrigliare da uno di loro :)





Ho fatto un blinacio, e sono l'incoerente di sempre !

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categoria:vita, esperienze, milano, esistenza, carattere
venerdì, 18 luglio 2008

Stò volando


Cara Grace, Spero tu stia bene. Lo spero sempre.

Io ho preso il volo.

Sono partito con la mia mongolfiera. Ho portato con me solo poche cose.

Il mio cuore, un fucile e due o tre ricordi.

Mentre leggerai questa lettera io sarò già in volo sopra la tua testa. In volo.

La mia destinazione è sconosciuta. Lo sai che non ho mai amato le cose banali.

E' troppo facile partire e sapere dove si arriverà.

Io sono partito e basta. Ti ho scritto questa lettera per farti sapere che non devi avere paura.

Non sono in pericolo. sono in volo.

Se te lo avessi detto proma, tu mi avresti sicuramente detto di portarti con me. Sapendo che non ti avrei potuto dire di no, ho preferito partite a tua insaputa.

Non potevi venire con me, la tua vita nadrà avanti.

Non hai bisogno di partire tu.

Andrò dove nessuno è mai stato, dove non posso essere ciò che ero. Dove tu sei solo nei miei ricordi.

Lo sò che mi mancherai e che ti mancherò, ma è solo un riflesso fisico. Il tempo guarirà ogni ferita.

Spero che tu non pianga. L'ho sempre sperato.

Cercherò una stanza con bagno e vista sul mio destino. Un letto in cui fare nuovi sogni e inventarsi nuove vite

Proverò a far parte dei tuoi sogni futuri, tenterò di infilarmi in qualche tuo sogno notturno per esserti ancora vicino.

Ancora una volta.

Stò volando.

Non preoccuparti per me. Spero che tu sia felice. Lo spero sempre

Ilmio cuore spera di rivederti e riaverti.La mia ragione sà cosa vuoleil mio cuore e fugge da esso. Io ho troppo spesso seguito il mio cuore, ora seguirò la mia ragione.

Da qui vedo campi di fiori immensi. Penso a te. penso che sia giusto così. Credo che sia ciò che devo fare.

Ora volo.

Non so più cosa dirti Grace.

Ti dirò solo due ultime cose.

Parto domani.

Vieni con me?

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giovedì, 10 luglio 2008

Bosko e Honey: Due Ukulele a Milano





Seduti sull’erba umida di Parco Sempione, in lontananza la musica assordante del bar Bianco,  davanti a noi l’arco della pace e la sua via retta che punta verso Paris. 3 ragazzi corrono seminudi lungo il parco ripresi dai telefonini dei loro amici divertiti.


In mezzo a tutto questo IO , Pinza , Bosko , Honey, 4 birre e due Ukulele




Fino a qualche giorno non sapevo nemmeno cosa fosse un ukulele, voglio dire non è un termine così immediato e comune, ne tanto meno uno strumento così noto e conosciuto.




Poi sono arrivati Bosko e Honey -due amici di Pinza- marito e moglie, lui australiano lei giapponese, vivono letteralmente per la loro ukulele. Girano il mondo e fanno conoscere la loro musica. In una parola, suonano e sono felici, il resto non conta.




La loro tappa è stata breve a Milano ma intensa, talmente intensa da indurmi a pensare come sempre che la Felicità la puoi trovare ovunque, in un ukulele, in una passione condivisa, in una serata estiva all’ombra dell’aro della pace ad ascoltare una sonorità nuova, nell'osservare il sorriso sereno della persona che ami.




Bosko e Honey













postato da: iaia17 alle ore 10:44 | Permalink | commenti
categoria:musica, ukulele, estate 2008, parco sempione
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